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Sigismondo d'Oro 2012 per Massimo Tamburini

Massimo Tamburini, uno dei più geniali designer di motociclette italiani, ha ricevuto dal sindaco di Rimini il Sigismondo d'oro, la massima onorificenza cittadina 

Il massimo riconoscimento della Città di Rimini

Massimo Tamburini, uno dei designer più geniali degli ultimi 30 anni, ha ricevuto il Sigismondo d'Oro 2012, la massima onorificenza cittadina di Rimini: “Per aver saputo interpretare e trasformare con quella genialità straordinaria che nasce dal lavoro artigianale - recita la nota che accompagna la consegna del premio - per aver saputo raccontare, attraverso creature a due ruote da antologia, uno degli amori più grandi che accomuna le nostre genti e per aver saputo trasmettere quella passione che la nostra terra coltiva per il mondo del motore tanto da renderla universalmente celebre come la “terra de mutor”. Il sindaco Andrea Gnassi ha consegnato il premio nelle mani di Tamburini e ha commentato: "Nel lavoro di Massimo Tamburini si coglie il sentimento più vero della nostra comunità, interpretandone il carattere, i propri tratti più autentici e quella genialità che senza lustrini, artifici o palcoscenici eclatanti, è uno dei suoi tratti distintivi"


Massimo Tamburini, un artista delle due ruote

La storia di Massimo Tamburini, nato a Rimini nel 1943, ha vissuto diverse fasi ma la più fruttifera è stata senza dubbio quella degli anni '90, quando ha realizzato delle icone del motociclismo come la Ducati 916 e la MV Agusta F4. La sua avventura professionale comincia nel 1966, all'epoca era impegnato nel settore termoidraulico e, insieme ai soci Giuseppe Morri e Valerio Bianchi, aveva creato la Società Idrotermica Bimota. Per puro caso (un incidente che distrusse la Honda CB 750 Four di Massimo) l'azienda si mise a produrre i primi telai dedicati alle moto giapponesi (all'epoca con una tenuta di strada perfettibile), poi con il socio Morri nacque la Bimota Meccanica, da lì fu un crescendo costante e le sue esperienze nella progettazione di telai, ciclistica e moto intere (utilizzando motori giapponesi ed europei), lo portarono a sviluppare anche una 500 da GP per Franco Uncini e a stringere amicizia con Claudio Castiglioni. Proprio il legame col patron di Cagiva lo portò nel gruppo Cagiva e gli permise di realizzare capolavori marchiati Ducati e MV.
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