Lo Stretto di Messina non fa passare Luca Colombo
Luca Colombo, recordman di velocità in moto sull’acqua, ha tentato pochi giorni fa di attraversare lo Stretto di Messina, ma a causa delle onde generate dal traffico navale il tentativo è fallito. Luca, ovviamente, è già pronto a ritentare
Colombo sullo Stretto
Attraversato il lago di Come nel 2017 e conquistato nel 2019 il primato mondiale di velocità sull’acqua volando fino a 104 km/h con un moto da cross, il recordman milanese Luca Colombo pochi giorni fa ha tentato un’altra impresa attraversando lo Stretto di Messina. Purtroppo però, a causa del traffico navale, il tentativo non è riuscit. Già dalle prime ore del mattino Luca era infatti in attesa sulla spiaggia di Torre Faro, a Messina, tutto era pronto ma i numerosi stop imposti dalla Capitaneria di Porto per il passaggio di navi e traghetti ha di fatto bloccato la partenza.
Attraversato il lago di Come nel 2017 e conquistato nel 2019 il primato mondiale di velocità sull’acqua volando fino a 104 km/h con un moto da cross, il recordman milanese Luca Colombo pochi giorni fa ha tentato un’altra impresa attraversando lo Stretto di Messina. Purtroppo però, a causa del traffico navale, il tentativo non è riuscit. Già dalle prime ore del mattino Luca era infatti in attesa sulla spiaggia di Torre Faro, a Messina, tutto era pronto ma i numerosi stop imposti dalla Capitaneria di Porto per il passaggio di navi e traghetti ha di fatto bloccato la partenza.
Pochi minuti prima delle otto sembrava ci fossero buone possibilità per Luca che dopo una breve rincorsa per acquisire velocità, è entrato in acqua. Dopo una buona partenza ha però incontrato a circa 500 metri da riva una serie ravvicinata di onde che, sommate alla corrente, hanno fatto uscire più volte dall’acqua la ruota posteriore che è andata in cavitazione, con conseguente “affondamento” della Honda CRF 450R meticolosamente preparata dallo stesso pilota insieme al tecnico motorista Giorgio Lumini, ad Angelo Pezzano e ai suoi partner tecnici. Nessun problema né per il pilota né il mezzo (se si escludono i pochi danni causati dall’acqua marina a candele e filtro dell’aria), entrambi tenuti a galla dal pallone autogonfiabile di sicurezza.
Il primo tentativo è dunque fallito, ma l’avventura, come ha raccontato lo stesso irrinunciabile Luca, tutt’altro che finita.
Ecco il suo commento. Sotto il video dell’impresa.
“La giornata di oggi sembrava ideale, avevamo preparato tutto ma sono stato fermato più volte a causa del traffico navale. Quando finalmente ho avuto il via libera sapevo della corrente nella parte centrale dello Stretto ma ignoravo la presenza di onde provocate da due navi cargo che erano passate una ventina di minuti prima. L’ingresso in acqua è stato facile, ho messo la terza e poi la quarta marcia e tutto andava bene finché non ho incontrato questa serie di onde che non era possibile vedere da riva. Ho superato le prime ma una ha rallentato la corsa fino a farmi fermare. In cinque anni non mi era mai successo, la considero un’esperienza di cui fare tesoro ma non ho intenzione di mollare e voglio certamente ritentare l’impresa. Sono in Sicilia da due settimane, sapevo che lo Stretto sarebbe stato un osso duro e ho potuto constatare di persona le variabili che hanno reso famoso questo tratto di mare. Nella vita a volte si vince, altre volte si impara e non dobbiamo dimenticare che ogni errore ci avvicina al nostro obiettivo. Non sono abbattuto, mi sento invece carico di una gran voglia di riprovare, questa avventura non finisce qui!”
Ecco il suo commento. Sotto il video dell’impresa.
“La giornata di oggi sembrava ideale, avevamo preparato tutto ma sono stato fermato più volte a causa del traffico navale. Quando finalmente ho avuto il via libera sapevo della corrente nella parte centrale dello Stretto ma ignoravo la presenza di onde provocate da due navi cargo che erano passate una ventina di minuti prima. L’ingresso in acqua è stato facile, ho messo la terza e poi la quarta marcia e tutto andava bene finché non ho incontrato questa serie di onde che non era possibile vedere da riva. Ho superato le prime ma una ha rallentato la corsa fino a farmi fermare. In cinque anni non mi era mai successo, la considero un’esperienza di cui fare tesoro ma non ho intenzione di mollare e voglio certamente ritentare l’impresa. Sono in Sicilia da due settimane, sapevo che lo Stretto sarebbe stato un osso duro e ho potuto constatare di persona le variabili che hanno reso famoso questo tratto di mare. Nella vita a volte si vince, altre volte si impara e non dobbiamo dimenticare che ogni errore ci avvicina al nostro obiettivo. Non sono abbattuto, mi sento invece carico di una gran voglia di riprovare, questa avventura non finisce qui!”
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